Vera relatione delle feste fatte in Roma per la pubblicazione della Pace stabilita tra le due corone. Con le cerimonie fatte, et esatta descrizione del sontuoso apparato della Chiesa di S. Maria della Pace. Con un racconto delle fontioni delle due chiese nazionali
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Italienisch
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Quando nel 1660 giunse a Roma la notizia della firma del trattato di pace tra il re di Francia Luigi XIV e il re di Spagna Filippo IV, noto come Pace dei Pirenei (7 novembre 1659), il papa indisse tre giorni di allegrezze con feste, celebrazioni, luminarie e fuochi d’artificio. Il 25 febbraio si cantò il Te Deum di ringraziamento nella chiesa di Santa Maria della Pace.

«[…]solennizzato con lo sparo di tutta l’Artiglieria di Castel S. Angelo, & altri stromenti bellici […] era la chiesa della Pace maestosamente apparata di Velluto cremesino con frange, e trine d’oro; e di nobilissimi Arazzi [...]»

Il giorno successivo nella chiesa nazionale di San Giacomo degli Spagnoli

«[...] tutta sontuosamente apparata di velluto piano cremesino, e broccato d’oro, e ricchissimi arazzi [...] con suono di Trombe, e Tamburi, [...] Messa solennemente cantata da Monsignor Arcivescovo Colonna con squisitissime Musiche, in fine della quale fu intonato il Te Deum Laudamus, con lungo sparo di Mortaletti»

Subito dopo, anche come scambio diplomatico di omaggi, si cantò il Te Deum a San Luigi dei Francesi, che come l’altra chiesa, si presentava:  

«tutta apparata di damasco cremesino, e bellissimi arazzi, & in essa fu cantata la messa da Monsignor Gavotti, con l’intervento degl’altri signori cardinali del partito Francese, in fine di che fu da Musici cantato il Te Deum, con lo sparo di quantità de mortaletti.»

La sera del 26 febbraio si eressero due macchine per fuochi artificiali la prima, raffigurante l’arme della maestà Cristianissima, davanti al palazzo Barberini, l’altra, raffigurante l’arme del re Cattolico, davanti all’ambasciata di Spagna. Una narrazione delle cerimonie è contenuta nella Vera relazione delle feste fatte in Roma per la pubblicazione della pace tra le due corone, edita dal romano Francesco Moneta nel 1660. L’incisione sul frontespizio, accompagnata dal motto latino, rappresenta le personificazioni della Religione e della Pace, con rami d’ulivo sui capelli e nella mano destra e riproduceva il medaglione celebrativo che era stato fissato sopra il portico della chiesa di Santa Maria della Pace in occasione del Te Deum del 25 febbraio:

« [...] Vedevasi sopra il portico della chiesa un medaglione dorato circondato con un festone di verdi olivi, & in esso scolpite di basso rilievo due statue, una della Religione, l’altra della Pace, e sotto pendente un cartello, che a lettere d’oro conteneva scritto: Foedere iuratae Christi sub Amore sorores.»

Dalla relazione si può ricostruire la scansione degli eventi e un ruolo importante del cardinale Antonio Barberini nei momenti politico-istituzionali e nei festeggiamenti. Si verifica inoltre che i Te Deum nella chiesa della Pace furono due e che corrisposero a due momenti, il primo “ufficioso” e il secondo ufficiale, della pubblicazione della notizia della firma del trattato di pace. Il primo Te Deum era stato cantato il 18 dicembre 1659, senza grandi preparativi né apparati. Però è molto interessante leggere che:

«Nella stessa mattina il sig. cardinale Antonio [Barberini] invitò a Pranzo li signori cardinali delli due partiti con l’ambasciadore di Spagna come pure pregò il sig. cardinal nepote a volerlo favorire, come prontamente fece con gusto & approvazione di N.Signore, quale mandò a regalare il medemo caridnal Antonio di diverse sorti di vino per uso del convito.

[descrizione del banchetto “lauto e solenne”]. Concorse tutta Roma a vedere l’apparato maestoso degl’imbandimenti, e degl’addobbi. [...] Un concerto poi di Musica d’Istromenti, e de Voci più celebri con varie composizioni in lode della Pace, e di chi gli havea cooperato finì di qualificare il medesimo convito. Andorno a torno molti brindesi alla salute di S. Santità, delle loro Maestà, de Primi Ministri delle Corone, e d’altri, e sopra tutto più volte se ne ripigliò uno ad honore della sincera amicitia & all’hunione degl’animi.»

Una delle cantate è intitolata: I brindesi nell’occasione del lautissimo banchetto...per la pace stabilitasi tra le due corone, di Francia e di Spagna di Giovanni Pietro Monesio (in La musa seria. Parte prima [seconda] delle poesie per musica di Giampietro Monesio. Alla Sacra Maestà Cesarea di Leopoldo I Imperatore, in Roma, per Giuseppe Corvo e Bartolomeo Lupardi, 1674.) si veda: http://friedensbilder.gnm.de/content/frieden_info_objecte439