L'Iride di Pace
O sia il B. Nicolò Albergati. Oratorio posto in musica dal co: Pirro Albergati. Cantato nella Cappella del Nobil Collegio Tolomei l'anno 1697
Objektart
Libretto
Verwalter
Inventarnummer/Signatur
Rar. Libr. Orat. 17. Jh. 62
Verlag
In Bologna & in Siena nella Stamperia del Pubblico
Herstellungsort
Datierung
1697
Bearbeiter
Chiara Pelliccia
Kommentar

L’iride di pace è un oratorio per musica. Il libretto presente è relativo alla rappresentazione avvenuta a Bologna nel 1697. L'argomento fa riferimento alla vicenda del beato Nicolò Albergati, personaggio storico reale di famiglia bolognese, e alle sue missioni come legato a latere in Francia, nel tentativo di porre termine alla Guerra dei Cento Anni.

In particolare, Albergati fu da mediatore al congresso d'Arras, ove intervennero il duca di Borgogna, il cardinale Beaufort vescovo di Wincester, i legati del re di Francia (agosto 1435). Dopo lunghe trattative Albergati riuscì, con la sua abilità di negoziatore e di giurista, a ottenere la riconciliazione tra Carlo VII di Francia e il duca di Borgogna Filippo III il Buono, ponendo fine alla guerra civile tra Armagnacchi e Borgognoni che insanguinava la Francia.

La figura del beato e il racconto della sua azione di mediatore e di testimone di fede sono utilizzati per alludere al pontefice Innocenzo XII e alle correnti trattative di pace in corso in Europa. Infatti una chiave di lettura dell’oratorio è contenuta nella sua natura di narrazione allusiva («icastica composizione»): raccontando avvenimenti relativi al XV secolo, alla pace di Arras (1435) e ai suoi protagonisti si può alludere alle trattative in corso per la pace di Rijswijk e ai protagonisti reali, ponendo l’accento in particolare sulle politiche pontificie e sulla figura del pontefice come pacificatore. Nel testo il papa è citato per allusione attraverso la dicitura «Campion Zelante», che fa riferimento alla sua adesione alle corrente degli zelanti, una delle fazioni politiche principali nel Collegio cardinalizio. L’oratorio rappresenta così uno strumento culturale per la diffusione dell’immagine politica che il papato vuole, di sé, trasmettere all’esterno. Oltre a contenere una narrazione diretta di un processo diplomatico (quello del congresso di Arras del 1435), assume anche una forte valenza politico-diplomatica rispetto alla contemporaneità delle vicende europee alla fine del XVII secolo.

CP

 

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